Nonsaditappo mobile

15 lug 2009 Postato in Mobile, Multimedia, Web, nonsaditappo | 1 commento »

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Per venire incontro a quanti, professionisti o semplici appassionati, vogliono seguire i nostri aggiornamenti anche in movimento, abbiamo ottimizzato nonsaditappo anche per i dispositivi mobili. Da oggi, quindi, se vi collegate al nostro sito tramite iPhone, iPod Touch, Blackberry Storm o cellulari basati su Android potete scegliere fra la visualizzazione classica o la visualizzazione ottimizzata, che va a ridurre le immagini e formattare i testi in modo da rendere agevole la lettura dei contenuti anche con i piccoli schermi dei cellulari di ultima generazione, come potete vedere dall’anteprima che riportiamo qui sopra. Le funzioni fondamentali del blog, nonostante l’aspetto un po’ minimalista, ci sono tutte. Potete quindi fare ricerche, inserire commenti e interagire con noi ovunque vi troviate.

Buona navigazione mobile, quindi.

Nonsaditappo sbarca in Australia

24 giu 2009 Postato in Curiosità, Mount Avoca, nonsaditappo | Nessun commento »

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Gli amici di Mount Avoca rilanciano la nostra iniziativa nel loro sito.

E noi non possiamo che rilanciare l’inaugurazione ufficiale della loro struttura ricettiva Eco-Lux che si è svolta il 19 giugno alla presenza del ministro australiano del Turismo, Martin Ferguson. Interessante notare come, nel discorso di inaugurazione, il ministro abbia fatto riferimento ai fondi che il governo australiano ha messo a disposizione per la promozione di investimenti strategici che puntino alla qualità e all’innovazione nell’industria del turismo in Australia. Per fare un esempio concreto Mount Avoca, per la realizzazione della struttura inaugurata ha ricevuto dallo stato 100.000 dollari australiani. Un impegno concreto, che ricorda da vicino le iniziative di alcune regioni italiane.

Prenotate gente, prenotate.

TGA intervista Gian Carlo Mossa

19 giu 2009 Postato in Multimedia, Procork, Sugherificio Veneto, Sughero, Tappi, Video, interviste | Nessun commento »

Abbiamo avuto il piacere di ospitare presso il Sugherificio Veneto la troupe di TGA Agricoltura di Canale Italia. Vi riproponiamo il servizio che è stato realizzato e in cui si parla anche di Procork.

Tappo a chi?

10 giu 2009 Postato in Curiosità, Ecologia, Iniziativa, Sughero, Tappi | Nessun commento »

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Riportiamo volentieri l’iniziativa promossa da Rilegno in cinque regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna).

Coinvolgendo le cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino, l’iniziativa ha lo scopo di raccogliere i tappi usati e destinarli al riciclo e quindi al riutilizzo per la produzione di materiali destinati principalmente all’edilizia.

Presentata ufficialmente nel corso dell’ultima edizione di Cantine Aperte, la raccolta di tappi prevede una tappa intermedia di verifica nel corso della manifestazione San Martino in Cantina, prevista per il 15 novembre, e l’estensione a tutto il territorio nazionale in tempi ristretti. È previsto a breve anche un sito internet dedicato al progetto.

I proventi ricavati dalla raccolta del sughero destinato al riciclo saranno destinati ad iniziative di carattere sociale.

Ne vale la pena?

29 mag 2009 Postato in Curiosità, Ecologia, Sughero, Tappi | 5 commenti »

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Si fa un gran parlare, di questi tempi, di Stelvin, ovvero del tappo a vite. In realtà Stelvin è un marchio commerciale, ma con il tempo, visto il grande successo commerciale, è diventato sinonimo di tappo a vite. Quello che, nella lingua italiana, si chiamerebbe sineddoche (la parte per il tutto).

Numerosi test di utilizzo si stanno diffondendo anche nel nostro paese da parte di un numero sempre crescente di produttori. È indubbio, però, che il consumatore sia ancora attratto dal tappo in sughero, o perlomeno da quello in plastica (è errato parlare di silicone), in quanto consentono di mantenere inalterato il rito del cavatappi: tagli la capsula, inserisci il verme al centro del sughero, fai leva sul collo di vetro, estrai il tappo e lo annusi. Il tappo a vite invece fa tornare alla mente, nell’immaginario collettivo, vini di bassa qualità, venduti nei supermercati a prezzi irrisori. Anche se oggi non è decisamente più così.

Ma non è questo il punto. E non vogliamo nemmeno soffermarci sul fatto che possa provocare problemi di riduzione del vino, o che necessiti di impianti dedicati per l’imbottigliamento.

No. Questa volta vogliamo parlare di un problema che forse ben in pochi prendono in considerazione: l’impatto ambientale del tappo a vite. Il tappo in sughero è, allo stato attuale delle cose, l’unico vero sistema di chiusura da fonti rinnovabili, è biodegradabile e riciclabile. Pensiamo invece al tappo a vite, a tutte le fonti energetiche utilizzate nella sua produzione, all’utilizzo di un materiale come l’alluminio al posto della corteccia di un albero.

Gli studi condotti hanno messo in evidenza come le emissioni di biossido di carbonio provocate dalla produzione dei tappi in sughero sono 22-24 volte inferiori rispetto a quelle associate ai tappi a vite.

In un sistema che fa di tutto per andare verso la sostenibilità ambientale, proprio il mondo del vino dovrebbe andare controcorrente?

Bere vino per salvare il pianeta

18 mag 2009 Postato in Botanica, Ecologia, Sughero, Tappi | 7 commenti »

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Lo sapevate che il WWF ha definito le sugherete una priorità ambientale a livello mondiale? Difficile pensare, quando ci si appresta a stappare una bottiglia di vino, al sigillo che ci separa dal nettare di bacco invece che al suo contenuto. Eppure la valenza ecologica che quel piccolo pezzo cilindrico di sughero ha va ben oltre la nostra immaginazione.

Le sugherete hanno una valenza ecologica molto elevata. Innanzitutto sono habitat d’elezione per molte specie animali e vegetali, che rischiano la scomparsa per il progressivo abbandono di questa coltura. Vivono, ad esempio, nelle sugherete uccelli come il passero solitario , la cinciallegra, la cinciarella , il picchio muratore e il picchio rosso minore o mammiferi come la donnola, il riccio, l’istrice e la faina.

Ma le funzioni di questo tipo forestale vanno ben oltre e comprendono la difesa del suolo, la protezione dei bacini idrogeografici, la difesa dagli incendi e la tutela del paesaggio dalla desertificazione. Il problema grosso è che normalmente le sugherete sono posizionate in terreni marginali e difficilmente utilizzabili per altri tipi di colture. Il rischio di degrado e desertificazione sono quindi molto elevati a seguito dell’abbandono delle sugherete.

Come ha detto Nora Berrahmouni, responsabile WWF del Programma Cork Oak Landscapes: “I tappi rappresentano il 70% del valore del mercato mondiale del sughero e l’industria del vino ne acquista 15 miliardi ogni anno. Sostenere questo mercato vuol dire sostenere la quercia da sughero, il cui sfruttamento economico diventa quindi un’azione che favorisce la conservazione della biodiversità”.

Scegliendo un vino con il tappo in sughero aiutate l’ambiente. Siatene consapevoli.

Un po’ di didattica

27 apr 2009 Postato in Procork, Slowfood, Sughero, Tappi | Nessun commento »

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“Il Procork, testato da due anni dall’Australian Wine Research Institute, non evidenzia contaminazioni da TCA e ha uguagliato o superato i tappi a vite quanto a ossidazione, carattere fruttato e riduzione. Sembra offrire per il momento una soluzione praticabile per eliminare il TCA dai normali tappi di sughero.”

Così scriveva nel 2005 Paul White sulla rivista Slowfood. Un articolo didattico e interessante, che analizzava il mondo dei sistemi di chiusura del vino. Da rileggere.

Il vino finalmente

17 apr 2009 Postato in Mount Avoca, Procork, Shiraz, nonsaditappo | Nessun commento »

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Eccoci qui, pronti a parlare di questo benedetto Shiraz Mount Avoca, tappato Procork, ricompensa della nostra iniziativa.

Questo rosso australiano, decisamente importante (14.5°), proviene da un’annata particolare, decimata dalla veloce successione di una gelata tardiva che l’ha in buona parte distrutta, piogge scarse e un’estate più calda della media.

Questa concomitanza di eventi ha portato ad una vendemmia magra, pochi frutti raccolti nel pieno della loro maturazione, tra il 19 e il 22 marzo (ricordiamoci che stiamo parlando di Australia!).

Lo Shiraz 2007 di Mount Avoca si compone di due parti: una derivante dalle classiche uve Shiraz coltivate dall’azienda, l’altra prodotta a partire un nuovo clone di Shiraz recentemente introdotto in azienda, denominato BOB. La vinificazione è avvenuta separatamente, in piccoli tini aperti, con una permanenza sulle bucce che va dai 7 ai 10 giorni. Durante la fermentazione il mosto è stato mantenuto sotto i 29° C al fine di massimizzare aromi e sapori senza un’eccessiva estrazione di tannini. Sempre mantenendoli separati i due diversi vini sono stati invecchiati in barrique francesi, americane e ungheresi, dove sono rimasti per due anni.

Il vino si presenta di color rosso rubino con riflessi violacei; al naso si evidenziano profumi fruttati di ciliegia nera e susina rossa, con note finali di pepe bianco, noce moscata, cioccolato e caffè appena macinato. Al gusto si presenta complesso e vibrante, con sentori di composta di more e mirtilli, susine rosse, prugne secche e note di liquirizia. Al palato è particolarmente scorrevole, con un finale minerale e sentori di violette e menta che rivelano le sue origini: i Pyrenees (Victoria, Australia). Di pronta beva, può essere conservato in cantina per 5-8 anni.

Ricordandovi di servirlo a 16-18° vi “auguriamo” di trovare al più presto una bottiglia difettosa!

Pecore per falciaerba

8 apr 2009 Postato in Curiosità, Mount Avoca, Procork | Nessun commento »

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Avete mai sentito di aziende che usano le pecore per tenere sotto controllo l’inerbimento del vigneto?

Questa è Mount Avoca, la cantina che produce quel Shiraz tappato Procork che riceveranno gli (s)fortunati che troveranno bottiglie di vino con sentore di tappo.

Mount Avoca è una delle prime aziende vitivinicole sorte nei Pyrenees, nello stato di Victoria (dove si trova Melbourne per intenderci).

Fondata nel 1969, è attualmente di proprietà di Matthew e Lisa Barry, seconda generazione della famiglia australiana. Matthew è quel signore che potete vedere nel video di Procork che abbiamo già pubblicato.

Il vigneto aziendale si estende su 24 ettari, che per gli australiani sono circa 60 acri, e vanta una produzione annua variabile tra le 150 e le 220 tonnellate di uva, da cui si ottengono da 12.000 a 16.000 bottiglie di vino.

L’azienda si è distinta si dall’inizio per la sua propensione a un’agricoltura eco-sostenibile e tuttora le viene riconosciuta la capacità di combinare innovazione e tradizione. A dimostrazione dell’impegno profuso nella tutela ambientale le produzioni dell’azienda sono certificate biologiche, ma questo non basta: l’azienda porta avanti anche progetti di portata molto più ampia, come la produzione di compost a partire dagli scarti verdi dell’azienda che, per il 2008, ha fatto risparmiare a Mount Avoca, e all’ambiente, l’equivalente di 60 ore di utilizzo di un semirimorchio (o motrice che dir si voglia).

Se vi doveste innamorare dei vini di Mount Avoca tenete conto che i signori Barry hanno anche recentemente inaugurato il loro Eco-Luxe @ Mount Avoca, dove soggiornare con vista sui vigneti della proprietà.

Restate con noi. La prossima volta vi parleremo dei vini Mount Avoca e soprattutto dello Shiraz che riceverete.

Per fare il sughero ci vuol la sughera

27 mar 2009 Postato in Botanica, Curiosità, Sugherificio Veneto, Sughero | 1 commento »

 

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La sughera è una bellissima pianta: elegante, austera e generosa. 

Viene indicata in botanica con il nome che le attribuì Linneo: Quercus suber. Raggiunge al massimo i 20 metri di altezza con un diametro di 1,5 m, valori che possono essere superati in casi eccezionali. Il suo tronco, espressione della sua vita tribolata, difficilmente è diritto, si ramifica presto e presenta dei rami disposti in maniera molto irregolare, che formano una chioma assimmetrica, spesso deformata dal vento.

Ma ciò che la caratterizza, la distingue dalle sue sorelle querce e ce la fa amare è la sua corteccia: inizialmente si presenta liscia e grigiastra, ma con il tempo si ispessisce formando uno spesso strato spugnoso, rugoso, fortemente screpolato e solcato da profonde fessure.

Da essa si ottiene il sughero, materiale da secoli utilizzato per la chiusura delle bottiglie di vino in tutto il mondo. Esso si comincia ad ottenere 8-10 anni dopo la prima demaschiatura, cioè dopo la prima decorticazione, che avviene verso i 15-20 anni. Il primo sughero, detto sugherone o sughero maschio, è qualitativamente abbastanza scadente ed economicamente molto meno apprezzato perché grezzo, poroso e disimmetrico.

La sughera è una specie tipicamente mediterranea, diffusamente coltivata in Spagna e Portogallo, che da soli forniscono il 75% della produzione mondiale di sughero, ma che si può trovare allo stato spontaneo anche in Francia (Provenza, Languedoc, nelle Lande e lungo il Golfo di Biscaglia). Si ritrova poi abbondantemente nei settori ionico e tirrenico della nostra penisola, nelle grandi isole del Mediterraneo occidentale e lungo le coste settentrionali dell’Africa, dal Marocco alla Tunisia. In Italia è presente in Liguria, diviene frequente in diverse zone costiere della Toscana e del Lazio, della Calabria ionica e della Puglia. In Sicilia e Sardegna viene ancora diffusamente coltivata.