Ne vale la pena?
29 mag 2009 Postato in Curiosità, Ecologia, Sughero, Tappi
Si fa un gran parlare, di questi tempi, di Stelvin, ovvero del tappo a vite. In realtà Stelvin è un marchio commerciale, ma con il tempo, visto il grande successo commerciale, è diventato sinonimo di tappo a vite. Quello che, nella lingua italiana, si chiamerebbe sineddoche (la parte per il tutto).
Numerosi test di utilizzo si stanno diffondendo anche nel nostro paese da parte di un numero sempre crescente di produttori. È indubbio, però, che il consumatore sia ancora attratto dal tappo in sughero, o perlomeno da quello in plastica (è errato parlare di silicone), in quanto consentono di mantenere inalterato il rito del cavatappi: tagli la capsula, inserisci il verme al centro del sughero, fai leva sul collo di vetro, estrai il tappo e lo annusi. Il tappo a vite invece fa tornare alla mente, nell’immaginario collettivo, vini di bassa qualità, venduti nei supermercati a prezzi irrisori. Anche se oggi non è decisamente più così.
Ma non è questo il punto. E non vogliamo nemmeno soffermarci sul fatto che possa provocare problemi di riduzione del vino, o che necessiti di impianti dedicati per l’imbottigliamento.
No. Questa volta vogliamo parlare di un problema che forse ben in pochi prendono in considerazione: l’impatto ambientale del tappo a vite. Il tappo in sughero è, allo stato attuale delle cose, l’unico vero sistema di chiusura da fonti rinnovabili, è biodegradabile e riciclabile. Pensiamo invece al tappo a vite, a tutte le fonti energetiche utilizzate nella sua produzione, all’utilizzo di un materiale come l’alluminio al posto della corteccia di un albero.
Gli studi condotti hanno messo in evidenza come le emissioni di biossido di carbonio provocate dalla produzione dei tappi in sughero sono 22-24 volte inferiori rispetto a quelle associate ai tappi a vite.
In un sistema che fa di tutto per andare verso la sostenibilità ambientale, proprio il mondo del vino dovrebbe andare controcorrente?
5 commenti a “Ne vale la pena?”
postoditacco il 29 mag 2009 ha scritto
Io sono pro tappo di sughero.
Concordo su tutto quello che hai scritto.
Soprattutto quando si è in compagnia stappare una bottiglia è un rituale: c’è sempre la classica frase “chi è che stappa?”.
Aggiungo anche l’importanta di un tappo che non si sbriciola quando lo estrai.
Ciao
Roberto
Paolo Carlo il 29 mag 2009 ha scritto
Grazie per aver postato questo argomento prendendolo da questa angolazione che troppo spesso, il mondo in generale, ma anche molti colleghi vignaioli trascurano.
La produzione del vino è tutt’altro che ecologica, se propio lo vogliamo dire, ma si può ridurre di molto l’impatto ambientale semplicemente utilizzando degli accorgimenti.
Prima occorre la consapevolezza che ogni spreco è un lusso che il pianeta non si può più permettere, poi agire di conseguenza.
Tornando a bomba sul topic, non solo la produzione del tappo a vite paga un debito ecologico più grande, ma il suo utilizzo denota scarsa sensibilità ambientale in chi lo utilizza e di conseguenza, mi si perdoni, questo sentimento sarà presente anche nel vino.
Perchè andando alla radice, un produttore che lo impiega, sono certo, non si sarà preoccupato lungo tutto il processo del fattore ambientale, diversamente sarebbe una contraddizione preoccuparsene prima e invalidarne l’effetto dopo.
Ciao
Paolo
gianpaolo il 30 mag 2009 ha scritto
perche’ invece di fare leva sul discorso ambientalista, che ognuno di noi puo’ affrontare individualmente con la propria sensibilita’, non ci fornite un po’ di dati scientifici da studi seri sui tappi a vite, quelli in sughero, ecc? Quello sarebbe interessante, e sono sicuro che dall’Australia e dalla Nuova Zelanda ne sono stati fatti molti. Non dico di presentarli tutti, ma alcuni tra quelli considerati unanimamente tra i piu’ interessanti.
admin il 2 giu 2009 ha scritto
@gianpaolo grazie per lo stimolo. Di studi comparativi ce ne sono molti, come dici tu. Non li abbiamo ancora postati perché, normalmente, prendono la polvere sulle scrivanie dei responsabili acquisti delle aziende. Ma ti accontenteremo molto presto.